INFLUENZA DETERMINANTE DELLA POLITICA DELLA SOSTA SULLA MOBILITA' URBANA (seconda parte)

                          La sosta nelle sedi stradali come ostacolo alla mobilità

L'effetto negativo prodotto nei confronti della mobilità dalla sosta non regolamentata nelle sedi stradali pubbliche è diretto ed indiretto. L'effetto diretto consiste nella sottrazione di spazio alla sede viaria destinata alla circolazion: quest'ultima risulta pertanto costretta entro ambiti inadeguati, e quindi rallentata ed ostacolata. In alcune città la carenza di offerta di sosta comporta l'occupazione illegale della sede stradale in seconda e perfino in terza fila, con ulteriore drastica riduzione della carreggiata utile per la circolazione, ed rallentamento del traffico fino a livelli di semiparalisi.

L'effetto indiretto è rappresentato dal rallentamento prodotto sui flussi circolatori dai veicoli in cerca di un posto libero per la sosta, che procedono molto lentamente, e dalle manovre di ingresso e di uscita dal posto di sosta: effetto che si amplifica, fino ad interrompere del tutto la circolazione, allorché un veicolo si ferma per attendere che un altro veicolo in sosta lasci libero il posto in cui si trova. Come tutti sappiamo, tali eventi sono tutt'altro che infrequenti in certe zone delle città di grandi e medie dimensioni, e possono concatenarsi fino a determinare momenti di vera e propria paralisi del traffico.

A questi effetti vanno aggiunti quelli di impatto ambientale, ininfluenti per quanto riguarda la mobilità ma ugualmente perniciosi per la salute pubblica. Infatti i veicoli in cerca di spazio utile per la sosta producono sia direttamente che indirettamente, attraverso l'influenza negativa sui flussi di traffico, inquinamento sia atmosferico che acustico, dovuto alle emissioni dei motori utilizzati per lungo tempo a basso regime ed al rumore prodotto, per varie cause, dalle vetture durante gli episodi di ingorgo del traffico.

La riorganizzazione della sosta è dunque un obiettivo primario, anche quale elemento determinante per il recupero dei suoli stradali alla loro principale funzione di viabilità. Si consideri che il parcheggio, in quanto area predisposta e programmata per la sosta, produce senz'altro un miglioramento ambientale sul tessuto urbano, in quanto "assorbe" le auto in sosta, riducendo la presenza di veicoli nelle vie e nelle piazze cittadine. Come è possibile rilevare dagli esempi riportati in questo sito, i parcheggi in struttura, soprattutto quelli interrati o seminterrati, consentono quasi sempre di disporre di una superficie di copertura che, anziché essere adibita a parcheggio, come spesso avveniva prima dell'intervento, viene attrezzata come isola pedonale, con un netto passo avanti per la riqualificazione ambientale ed un recupero di spazio fruibile per i cittadini.

Inoltre un parcheggio urbano esercita una funzione di drenaggio di auto in sosta in tutta l'area adiacente. Il nucleo storico delle città italiane, quasi sempre ricco di elementi architettonici di grande pregio artistico, non può che essere rivalutato dall'opera di "liberazione" di strade e piazze nei confronti dell'inquinamento visivo rappresentato dalle auto in sosta.

               Soluzioni da perseguire

Le soluzioni per quanto riguarda i centri storici possono essere così sintetizzate:

È evidente che tali obiettivi potranno essere perseguiti solo mediante un adeguato controllo ed il sanzionamento di tutti gli abusi, non disgiunti da un'efficace campagna informativa verso i cittadini sui benefici delle misure adottate.

Per le aree a corona del centro storico, i principali obiettivi da perseguire sono quelli di seguito elencati.

<< prima parte

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