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EVOLUZIONE ARCHITETTONICA DEI PARCHEGGI FUORI TERRA

Uno dei primi parcheggi multipiano fuori terra di cui si ha notizia è il parcheggio Perret di Parigi: si trattava di un parcheggio meccanizzato realizzato dai fratelli Perret in Rue de Pontieu nel 1906, ad imitazione dei noti garage Ford che già da alcuni anni venivano costruiti in diverse città americane. Pur non essendo un parcheggio tradizionale a rampe, il parcheggio Perret era contenuto all'interno di un edificio cittadino dalla facciata vagamente liberty.

La facciata del parcheggio di Rue de Pontieu a Parigi.
Un parcheggio multipiano di Chicago, realizzato
negli anni Trenta del secolo scorso, la cui facciata
ha la forma di un radiatore d'auto d'epoca.

Nel periodo anteriore alla seconda guerra mondiale, quando ancora la motorizzazione non si era affermata come fenomeno di massa, almeno in Europa, i parcheggi multipiano – comunemente denominati garages – erano in numero ridotto, e venivano ricavati all'interno di edifici preesistenti che prestassero caratteristiche idonee alla trasformazione.

Si tratta di una prassi tuttora diffusa ed attuale, soprattutto all'interno dei nuclei storici delle città di maggiori dimensioni, laddove la carenza di spazi disponibili per la costruzione di nuovi edifici oppure ragioni di natura ambientale inducono a ristrutturare edifici in disuso (in genere ex cinema, oppure ex opifici o capannoni industriali) trasformandoli al loro interno in parcheggi multipiano.
In qualche caso la trasformazione riguarda edifici con strutture in metallo, come mercati coperti.

Esempio di trasformazione di un edificio industriale dismesso in un parcheggio multipiano di tipo tradizionale a rampe.
Esterno di un vecchio mercato coperto d'epoca trasformato in parcheggio. L'interno non è stato tuttavia adeguatamente sfruttato, dato che l'edificio non è stato ristrutturato come multipiano.
L'ex mercato ortofrutticolo di Imola è stato trasformato in un parcheggio a due piani, di cui quello inferiore coperto e quello sopraelevato a cielo aperto.

Un particolare interesse è offerto dagli edifici espressamente progettati come parcheggi fuori terra. Si tratta di strutture caratterizzate da esigenze funzionali ed operative ben precise, legate allo sviluppo della motorizzazione di massa ed all'evoluzione degli autoveicoli, il cui inserimento ambientale rappresenta una sfida per il progettista, che può optare per una soluzione di mimetizzazione dei caratteri più evidenti della struttura (soluzione prevalente in Italia ed in parte dei paesi europei) oppure per una marcata sottolineatura dei requisiti architettonici dell'edificio come struttura "moderna" dotata di autonoma identità (soluzione diffusa negli Stati Uniti, in Australia ed in diversi paesi asiatici ed europei).

Fin dai primi anni del secondo dopoguerra iniziò, soprattutto negli Stati Uniti, la costruzione di edifici con destinazione funzionale a parcheggio multipiano. La disponibilità di ampi spazi anche all'interno dei centri cittadini o in prossimità degli stessi, ed i requisiti non spiccatamente storici – ma anzi moderni – della maggior parte delle città americane, lasciarono ai progettisti ampia libertà creativa in relazione ai requisiti architettonici e strutturali di tali interventi.

Questa tendenza venne ripresa anche in alcune nazioni europee, ed in particolare in Gran Bretagna, paese all'avanguardia per quanto riguarda la soluzione dei problemi della sosta e la realizzazione di parcheggi in sede propria. Negli anni '60 furono realizzati in Inghilterra alcuni parcheggi multipiano i cui requisiti architettonici e strutturali presentano oggi un interesse "storico" che comporta anche una loro rivalutazione.

In questo parcheggio di Portsmouth le caratteristiche strutturali sono volutamente accentuate: il risultato è quello di un edificio che "spicca" nell'ambiente circostante, sufficientemente spazioso da garantire alla struttura una propria autonomia visuale.
Una particolare soluzione architettonica per la facciata di un parcheggio a Londra.

 

La "pesante" facciata di un parcheggio multipiano nel Galles (Penarth, 1960) nel quale il massiccio uso del cemento è accentuato dal gigantismo del ripetuto richiamo funzionale dell'edificio.

Ma è soprattutto negli Stati Uniti che la propensione alla verticalità e la diffusione dei grattacieli lasciano campo libero allo sviluppo di edifici di parcheggio con un consistente numero di piani, come nell'esempio qui sotto presentato, che illustra un famoso parcheggio di Chicago realizzato nel 1962 e tuttora operativo.

La struttura a pianta circolare si ripresenta in diversi parcheggi sia di tipo tradizionale a rampe, come quello dell'aeroporto di Dublino, sia soprattutto nei grandi parcheggi meccanizzati fuori terra realizzati in epoca più recente, tra i quali spicca il parcheggio Volkswagen di Wolfsburg in Germania.

Le due grandi strutture a pianta circolare che caratterizzano il parcheggio a servizio dell'aeroporto di Dublino.

 

 

Il parcheggio meccanizzato fuori terra di Wolfsburg (1994).

Le soluzioni architettoniche per i parcheggi di più recente realizzazione possono prevedere l'impiego di strutture in acciaio, di ampie superfici vetrate e di particolari effetti di illuminazione, come ben evidenziato negli esempi seguenti.
Parcheggio in acciaio a servizio dell'aeroporto di Heathrow.
Superfici vetrate, trasparenze ed effetti di luce accentuano la leggerezza strutturale di questo parcheggio ad Arnheim, Olanda.
Un altro parcheggio con soluzioni strutturali di accentuata trasparenza.

Le soluzioni strutturali per i parcheggi tradizionali a rampe sono sempre più innovative, soprattutto sotto il profilo dell'eleganza delle linee.

Sopra: le rampe di un parcheggio costruito nel 2002 ad Amburgo.

A sinistra: il sistema di rampe di un parcheggio a Takasaki (Giappone).

Anche il parcheggio dei Celestini a Lione (Francia) ha avuto un notevole successo per l'originalità del suo sistema di rampe interne (si noti l'effetto specchio sul fondo).
Le eleganti linee architettoniche di un parcheggio a Croydon (Gran Bretagna) tendono a mascherare la destinazione funzionale dell'intervento.
Per il futuro la tendenza è quella di realizzare edifici di dimensioni consistenti i cui requisiti architettonici tendano a  mitigare la destinazione funzionale, mimetizzando il parcheggio all'interno di un contenitore esteticamente accettabile (progetto per un parcheggio a Mumbay, India).